Nuova Siri con Gemini: cosa cambia nell’assistente vocale di Apple?

di Redazione 16 Gennaio 2026 •

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Se pensavi che la rivalità tra Apple e Google fosse una battaglia senza tregua, preparati a una sorpresa: Cupertino sta per affidare una parte del “cervello” della nuova Siri a… Google. Sì, hai letto bene. La nuova Siri del 2026 potrebbe usare il modello linguistico avanzato Gemini per comprendere meglio le tue richieste e gestire operazioni complesse, senza che tu te ne accorga nemmeno.

Il debutto è previsto con iOS 26.4 nella primavera 2026, e le aspettative sono altissime perché Siri potrà cominciare realmente a parlare la lingua dell’utente moderno! Con Gemini alle spalle, infatti, Siri sarà più intelligente, capace di comprendere il contesto, collegare azioni e offrirti suggerimenti su misura.

Perché Apple sceglie Gemini per rivoluzionare Siri nel 2026

Come mai Apple, il marchio che ha fatto del controllo del proprio ecosistema un’arte - dal sistema operativo fino al servizio cloud - decide di affidarsi a Google? Semplice: lo sviluppo dei modelli interni ha bisogno di una spintarella e i tempi sono stretti. Ed è qui che entra in gioco Gemini, pronto a diventare il “cervello remoto” della nuova Siri.

Grazie a Gemini, Siri potrà capire richieste più complesse e coordinare azioni multiple – un po’ come un piccolo direttore d’orchestra digitale –pianificando compiti, suggerendo azioni intelligenti e analizzando ciò che appare sullo schermo grazie alla on-screen awareness. In pratica, Siri saprà cosa succede sul tuo dispositivo e potrà intervenire senza farti perdere tempo.

Tranquilli: le funzionalità tipiche dei servizi Google non interferiranno con l’esperienza Apple: Siri resterà l’assistente che avete sempre conosciuto, solo potenziato da Gemini dietro le quinte, senza cambiare interfaccia o modo di usarla.

Siri-e-Gemini

Siri e Gemini: come cambierà l’esperienza d’uso grazie all’AI di Google

All’atto pratico, cosa significa avere Siri Gemini nel tuo iPhone? Significa chiedere qualcosa di articolato e ottenere una risposta chiara, contestuale e intelligente. La nuova Siri 2026, potenziata dall’intelligenza artificiale di Google, sarà capace di:

  • combinare informazioni provenienti da più app;

  • offrire risposte personalizzate basate sul personal context, cioè saprà fornirti suggerimenti mirati e utili grazie alla conoscenza dei tuoi dati e delle tue abitudini;

  • dialogare in modo più naturale, come se stessi parlando con un amico (o quasi);

  • integrarsi meglio nelle app di sistema e nelle scorciatoie, per rendere davvero smart il tuo dispositivo Apple.

Insomma, Siri smetterà di essere un semplice assistente virtuale che ti aiuta a essere una morning person, tipo quando le chiedi “imposta sveglia per le 7”, e inizierà invece a capire cosa intendi davvero, diventando un vero super alleato nella vita di tutti i giorni.

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Siri riesce a capire meglio e persino a prevedere ciò che desideri, fornendo le risposte giuste alle tue richieste.

Tim Cook, CEO di Apple

Gemini in Siri: possibili limiti della collaborazione Apple–Google

Detto ciò, non tutto è rose e fiori. La collaborazione con Google Gemini per Siri è pensata come temporanea: Apple vuole accelerare lo sviluppo per rispettare i tempi del lancio, ma non appena i propri modelli cloud saranno pronti, l’azienda potrebbe sostituire completamente Gemini con soluzioni proprietarie.

Poi ci sono questioni più “glocal”, che riguardando i paesi in cui i servizi Google sono bloccati, e gli aspetti legali: la partnership ha attirato l’attenzione delle autorità antitrust, già impegnate a valutare il rapporto economico tra i due colossi per la ricerca su Safari.

Nonostante questi potenziali limiti, l’accordo rappresenta comunque una vittoria strategica per Google che, dopo Samsung, porterà il suo modello AI su centinaia di milioni di dispositivi Apple, consolidando la presenza nel mercato globale.

 

In conclusione, potremmo essere davanti a una nuova era per gli assistenti vocali. Per gli utenti questa collaborazione si traduce in una Siri più intelligente, versatile e capace di gestire richieste complesse, senza perdere lo stile e la semplicità che da sempre contraddistinguono Apple. Dall’altra parte, l’intesa tra Apple e Google dimostra che “l’unione fa la forza”: anche due grandi colossi, collaborando, possono creare qualcosa di straordinario e dare una spinta ancora più potente all’innovazione tecnologica.

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