Cuori elettronici: quando l'AI entra in gioco nelle relazioni umane

di Redazione 9 Gennaio 2024 •

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Relazioni, amici, partner e…tutto in versione virtuale. L’Intelligenza Artificiale sta davvero rivoluzionando il mondo, ma non solo quello lavorativo e professionale, anche quello delle relazioni umane.

Nel ventunesimo secolo, l'evoluzione tecnologica ha compiuto passi da gigante, portando con sé una trasformazione radicale non solo nel nostro modo di lavorare o di divertirci, ma anche come interagiamo con gli altri. L'intelligenza artificiale, in particolare, si è fatta strada nella sfera più intima e personale: quella delle relazioni umane.

Da semplici assistenti vocali a sofisticati chatbot, l'AI sta entrando in un territorio un tempo esclusivo dell'empatia e dell'interazione umana. La domanda è: la tecnologia può davvero comprendere le nostre emozioni? Nel futuro preferiremo relazioni con le macchine a quelle umane?

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Piuttosto che preoccuparci di essere sostituiti dalle macchine, in questo momento dovremmo stare attenti alle relazioni che instauriamo con le intelligenze artificiali

Simone Natale, autore del libro “Macchine Ingannevoli”

Empatia artificiale: quando l'AI diventa il tuo nuovo BFF

L'intelligenza artificiale sta guadagnando una presenza sempre più marcata nella nostra vita di tutti i giorni, modificando il modo in cui lavoriamo, viviamo e ci relazioniamo. La tecnologia non smette mai di stupirci!

Un esempio evidente di questa evoluzione è l'uso sempre più diffuso di chatbot e assistenti virtuali. Questi strumenti stanno trasformando il modo in cui interagiamo con le aziende e i servizi, ma l’Intelligenza Artificiale non si limita a questo: sta anche influenzando la comunicazione tra le persone.

Per esempio, grazie alla traduzione automatica in tempo reale, ora possiamo parlare, chattare e scherzare con chiunque nel mondo indipendentemente dalla lingua, riducendo notevolmente le barriere linguistiche e culturali.

Pensa poi agli appuntamenti online. Sì, quelle app di dating dove scorri a destra e a sinistra. Bene, l'AI ti aiuta a trovare la tua anima gemella, o almeno un match per il venerdì sera. Con algoritmi che analizzano le tue preferenze, hobby e persino il modo in cui chatti, la tecnologia ti può accoppiare con qualcuno che dovrebbe essere proprio il tuo tipo

cuore astratto rete internet

Situazione sentimentale: fidanzato con l’AI

L'evoluzione delle relazioni sentimentali tra umani e intelligenze artificiali sta attraversando una fase di rapido sviluppo con l'emergere di applicazioni che consentono agli utenti di interagire in maniere sempre più "realistiche”.

Nigel Crook, a capo dell'Institute for Ethical AI ed evidentemente un po' preoccupato, ha condiviso con il The Sun alcune riflessioni piuttosto interessanti. Secondo lui, le chatbot hanno raggiunto un "livello umano" di interazione tale da far pensare agli utenti di avere di fronte una persona in carne ed ossa, piuttosto che una macchina. Ma, spoiler: non è così. Crook ci ricorda che una chatbot non fa altro che generare sequenze di parole in modo intelligente, senza capire realmente ciò che sta dicendo. Insomma, è come avere una conversazione con qualcuno che sa sempre cosa dire, ma non ha la minima idea di cosa stia parlando.

Ecco, il rischio è che ci si abitui troppo a queste tecnologie, perdendo la capacità di scindere i confini tra realtà e finzione. E per chi pensa che innamorarsi di un insieme di algoritmi sia roba da fantascienza, beh, ci sono già stati casi di persone che hanno pensato di convolare a nozze con il loro amato chatbot

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I chatbot hanno la capacità di manipolare emotivamente le persone

Nigel Crook

Uomo + macchina = amore eterno?

Adesso, il crescente coinvolgimento emotivo e romantico degli utenti con le intelligenze artificiali pone una questione fondamentale: stiamo iniziando a preferire le relazioni con le macchine a quelle umane? Questa tendenza solleva dubbi e preoccupazioni.

Le relazioni virtuali possono soddisfare alcuni bisogni emotivi immediati, come la compagnia o l'ascolto, ma mancano di elementi essenziali delle relazioni umane, come la complessità emotiva e la reciprocità fisica ed emotiva.

Un aspetto da considerare è anche la personalizzazione estrema offerta dalle app e dai chatbot. Infatti, queste tecnologie sono in grado di adattarsi perfettamente alle preferenze e ai desideri degli utenti, offrendo un'esperienza su misura che può essere molto allettante. Ma attenzione: questa personalizzazione può creare aspettative un po' troppo ottimistiche: il mondo reale non è un film romantico programmato da un algoritmo.

E poi c'è l’isolamento sociale. Queste tecnologie offrono un conforto temporaneo, ma ci si può abituare un po' troppo a questi “amici” virtuali, rischiando di perdere la voglia o addirittura la capacità di relazionarsi con persone reali. Prima o poi, ti ritrovi a preferire una serata con il tuo avatar piuttosto che uscire con gli amici. E così, la solitudine viene solo mascherata, non risolta.

La soluzione a questa nuova realtà potrebbe essere il riconoscimento dell'unicità e del valore delle relazioni umane, insieme alla consapevolezza che la tecnologia dovrebbe arricchire, piuttosto che sostituire, le nostre esperienze di vita reale.

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