Quando anche i concerti sono virtuali, qual è il futuro della musica dal vivo?

di Redazione 16 Settembre 2022 • 6 minuti

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Una delle band più amate al mondo con 400 milioni di dischi venduti. Alla veneranda età di 70 anni, gli ABBA non smettono di stupire: il loro tour virtuale è una delle cose più innovative e spettacolari degli ultimi tempi. Tra rockstar avatar e concerti virtuali, stiamo segnando l’inizio di una nuova era musicale?

Finalmente, dopo 40 anni dalla loro ultima esibizione, la band svedese più famosa di sempre, che ha fatto ballare intere generazioni, torna a esibirsi su un palco costruito in loro onore. Gli ABBA sono di nuovo fra noi, pronti a farci scatenare sulle note di Dancing Queen, ma in una versione del tutto nuova. Cioè? Beh, semplice, loro non saranno presenti.

E no, non si tratta di un tributo ben pensato. Si tratta proprio del loro concerto, delle loro voci, delle loro facce – solo un po’ ringiovanite.

Ma un concerto senza cantanti in carne ed ossa vale la pena di essere vissuto? Dopo l’ABBA Voyage Tour possiamo dire che si, ne vale la pena. E questo potrebbe essere solo l’inizio.

Saremo in grado di sederci tra il pubblico e guardare le nostre controparti digitali eseguire le nostre canzoni su un palco in un’arena costruita su misura a Londra la prossima primavera. Strano e meraviglioso. A tutti voi che con pazienza ci avete seguito in un modo o nell’altro in questi ultimi decenni, grazie per averci aspettato: è ora che inizi un nuovo viaggio. Lo chiameremo semplicemente ‘Voyage’ e stiamo davvero salpando per acque inesplorate. Con l’aiuto di noi stessi da giovani, viaggeremo nel futuro. Non è facile da spiegare, ma appunto, è qualcosa che non è mai stato fatto prima.

ABBA

Quando pensi di aver visto tutto, ecco gli ABBAtars

Mesi e mesi di preparazione, un’arena costruita appositamente per loro, 3 mila spettatori riuniti. Il 27 maggio a Londra è andato in scena uno show incredibile e mai visto prima, che sarà replicato almeno fino al 2023, e chissà, forse anche più avanti.

Li, sul palco dell’ABBA arena, vestiti con tutine scintillanti, scarpe platform e capelli cotonati, i quattro settantenni tornano come nel 1979, giovani, scattanti e dinamici. Fantascienza? Elisir di lunga vita? No, solo tecnologia.

Sono infatti i loro avatar – o meglio ABBAtar – i veri protagonisti dello spettacolo. Agnetha, Björn, Benny e Anni-Frid si sono allenati a cantare e suonare tutti i brani del concerto per oltre un mese, vestiti con speciali tute motion-capture, di fronte a 160 telecamere che hanno catturato tutti i loro movimenti. Il risultato sono degli ologrammi perfettamente identici, che si muovono, parlano e assomigliano in tutto e per tutto ai componenti della band. Alle riproduzioni hanno lavorato più di 850 persone, registrando ben 1 miliardo di ore di elaborazioni computerizzate, per un totale di mille effetti visivi complessivi e 500 luci connesse. E dopo tutto questo lavoro, la performance digitale non poteva che essere strabiliante.

Accompagnati da una live band di 10 elementi, gli ABBA sono riusciti a far scatenare i fan, affascinati da quell’universo parallelo che riporta negli anni ’80, fatto di luci, glitter e avatar assolutamente realistici. "Il pubblico accetta di far parte di questo mondo immaginario e vede gli ABBAtar come creature viventi", afferma il chitarrista del gruppo, Björn Ulvaeus.

Un’esperienza unica nel suo genere, diverso dai classici concerti virtuali da guardare seduti sul divano o davanti al pc: proprio per questo il Voyage Tour è stato inserito tra i trend del 2030.

concerti virtuali

Mondi immaginari e ambientazioni fantasy sono il nuovo palco

Il boom di concerti virtuali, trasmessi in diretta sui social o con ologrammi e avatar travestiti da artisti, è nato naturalmente durante la pandemia, ma non si è esaurito, e non si esaurirà molto presto. Anzi, è destinato a cambiare il mondo degli spettacoli. Soprattutto per i fan della generazione Z, sempre connessi e, come direbbe un boomer che si rispetti, “sempre attaccati a quei cellulari”.

Poi, con l’arrivo del Metaverso si è completamente stravolta la modalità di fruizione e riproduzione dei concerti. Uno dei primi e più eclatanti è sicuramente Astronomical, lo show trasmesso da Travis Scott su Fortnite, famoso videogame. Durante il concerto di 10 minuti, il rapper americano, o meglio il suo gigante avatar virtuale, ha fatto ballare i giocatori sott'acqua e nello spazio di un pianeta immaginario, unendo le tipiche caratteristiche di un concerto alla grafica surreale del videogioco. L’evento ha contato 45,8 milioni di spettatori durante 4 show, e oggi la performance la si può trovare su YouTube, dove è stata visualizzata ben 192 milioni di volte.

I concerti del futuro: milioni di spettatori, un’unica emozione

Ma non solo Travis Scott ha saputo sbalordire il suo pubblico virtuale. Nel corso degli ultimi due anni abbiamo visto anche Ariana Grande cantare su un’enorme altalena sospesa nel cielo, Billie Eilish ballare con ragni e squali giganti e J Balvin esibirsi in una zucca di Halloween.

È tutto? Molto probabilmente no, anzi questo è solo l’inizio. E il fenomeno dei concerti virtuali non si ferma in America. I BTS, ad esempio, la pop band coreana che fa impazzire il mondo, ha organizzato due concerti con una tecnologia basata sulla realtà aumentata e sulla realtà estesa. Il risultato? 1 milione di persone connesse da 191 paesi in tutto il mondo. Inoltre, per poter interagire con il pubblico a distanza, i BTS hanno voluto connettersi e sentire le voci dei loro fan trasmessi su schermi installati sul palco, rendendo l’esperienza interattiva.

La boy band ha dimostrato quindi che i concerti virtuali possono essere ancora più immersivi dei classici show musicali. Così come gli ABBA hanno provato che, grazie alla tecnologia, anche i limiti dovuti al tempo possono essere eclissati.

Certo, l’esperienza con i musicisti in presenza è un’altra cosa, ma il successo e il numero di spettatori di questi eventi, dimostrano che il futuro dei concerti è già diventato realtà.

Quindi, non ci resta che attendere il prossimo grande evento per sentirci connessi a milioni di altri fan in tutto il mondo. E, perché no, fra un concerto virtuale e l’altro, possiamo continuare a scatenarci e cantare a squarciagola sotto un vero palco insieme al nostro cantante preferito in carne ed ossa

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