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Dopo la pandemia, la voglia di viaggiare è tornata più forte di prima. Come qualsiasi cosa successiva al lockdown, però, anche le modalità di viaggio non saranno più le stesse. Workation, surf week, viaggi avventura, retreat yoga e vacanze-esperienza: il turismo del futuro è non convenzionale (anche grazie alla Gen Z).

Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare”. Se per anni, forse decenni, le estati degli italiani potevano essere riassunte nel ritornello del famoso tormentone estivo, oggi le cose sono cambiate. Complice il lockdown e la pandemia, il mondo del turismo sta mutando. Dopo la chiusura forzata e un’estate in cui, volenti o nolenti, abbiamo riscoperto le bellezze della nostra Penisola, secondo alcuni dati una persona su due mostra una propensione a ritornare alle abitudini di viaggio pre-pandemia o comunque ad aumentare il numero di spostamenti, anche all’estero.

Al di là della frequenza degli spostamenti e delle mete, nuovi modi di viaggiare stanno prendendo il sopravvento. Superata anche la tradizionale divisione tra lavoro e vacanza, la formula dell’holiday working diventa una strada sempre più percorribile per gli appartenenti alla Gen Z e per i Millennials. Ma non solo. In due parole: experience e sostenibilità sono i capisaldi dei nuovi trend in fatto di viaggi. 

Viaggiamo per ragioni di ogni sorta. Può trattarsi di una semplice fuga, della voglia di interrompere la routine della settimana lavorativa, di un’occasione per uscire dai nostri problemi, per dimenticare la vita quotidiana. Oppure può trattarsi di molto di più. Potremmo viaggiare alla ricerca del bello.

Tony Wheeler, imprenditore e scrittore di viaggi

Dimmi come viaggi, e ti dirò chi sei

È arrivato quel fatidico momento dell’anno in cui qualsiasi conversazione tra amici, parenti e colleghi sembra partire dalla classica domanda: Dove andrai in ferie?. Ti sarà sicuramente capitato di stupirti di fronte alle risposte più bizzarre: “vado a surfare in Portogallo” oppure “faccio un retreat di yoga e meditazione a Bali” o ancora “un viaggio di gruppo con dieci sconosciuti!”. Beh, c’è poco da stupirsi perché non si tratta di casi isolati ma vere e proprie tendenze in crescita.

Ebbene sì: dimenticati le vacanze all-inclusive, pacchetti standard che offrono un tipo di vacanza uguale per tutti presso località inflazionate. Quello che si ricerca in un viaggio è l’autenticità di un’esperienza unica, la scoperta di qualcosa di nuovo e l’apertura a ciò che ancora non si conosce. Inutile dire che questa nuova moda di viaggiare in modo non convenzionale ha a che fare con Millennials e Gen Z. Sono proprio le nuove generazioni, infatti, a proporre soluzioni di turismo innovative, sempre più personalizzate e di nicchia. Che si tratti di vacanze all’insegna degli sport outdoor, o viaggi avventurosi organizzati, di turismo attivo come quello in bicicletta o di viaggi spirituali, per i più giovani – che hanno subìto un impatto psicologico importante dalla pandemia – viaggiare significa vivere esperienze personali e personalizzabili

tornare a viaggiare

In linea con quello che è l’approccio al lavoro di queste generazioni, anche la workation si sta rivelando uno dei trend in grado di modificare il mercato del viaggio. Che significa? Unendo “work” (lavoro) e “vacation” (vacanza) si ottiene il termine “workation” che descrive la scelta di chi decide di lavorare – in modalità smart – da una destinazione vacanziera. In fondo, basta una buona connessione internet, una location suggestiva, magari immersa nella natura, per vivere davvero “una vita in vacanza”. Il modo ideale, insomma, per unire l’utile al dilettevole.

La sostenibilità non va in vacanza

Sì, viaggiare. Ma sostenibile.

Uno dei cambiamenti più impattanti, infatti, riguarda la crescente attenzione nei confronti dell’ambiente. Viaggiare in modo sostenibile è possibile e i viaggiatori di oggi lo sanno. Come confermato dall’Osservatorio EY “Future Travel Behaviours”, il 74% degli italiani afferma di aver fatto scelte di viaggio strizzando l’occhio alla sostenibilità. Aumentano, infatti, l’utilizzo di treno e aereo rispetto ai mezzi personali, ma il cambiamento non riguarda solo i mezzi di trasporto.

Overtourism, inquinamento di spiagge e acque, utilizzo di plastica monouso: i problemi ambientali legati al turismo sono davvero infiniti ma i viaggiatori di oggi sembrano essere disposti a combatterli. C’è anche chi (ben due persone su tre) si dimostra disposto a pagare un sovrapprezzo per garantire la compensazione delle emissioni di CO2 dei propri viaggi.

Viaggiare per sentirsi connessi

Così, come in molti altri ambiti della nostra quotidianità, la pandemia ci ha aperto gli occhi. Il tempo trascorso in casa in isolamento ci ha fatto capire cosa stavamo perdendo. Quanto mondo non abbiamo visto e quante persone non abbiamo potuto incontrare. Quante cose nuove non avevamo mai provato.

I nuovi trend relativi al turismo, i viaggi di gruppo e i viaggi-esperienza che vanno così di moda non sono che la dimostrazione che il vero trend è uno soltanto. Cercare di connettersi quanto più possibile. Agli altri, all’ambiente, alle proprie passioni (magari proprio quelle scoperte in lockdown). La tendenza a ricercare esperienze autentiche, di conoscere, non è altro che la più umana delle esigenze.
"Happiness real only when shared". Una frase fatta? Forse. Ma infondo, è racchiuso qui dentro tutto ciò che c’è da sapere sui nuovi modi di viaggiare. Ecco che il viaggio diventa un’opportunità di crescita e un’esperienza arricchente. Forse, più che la modalità di viaggiare, è cambiata la modalità di vivere.

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