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Spesso i videogiochi vengono additati come la causa dell’isolamento di alcuni giovani e della loro incapacità di relazionarsi con la società, senza considerare che queste condizioni possano derivare da altre problematiche o difficoltà.

I videogiochi, infatti, se usati con moderazione e cautela (come per qualsiasi altra cosa) possono migliorare alcune abilità cognitive e fisiche, incrementare la creatività e dare la possibilità alle persone di socializzare.

quote

Mi resi conto che i giochi non erano solo uno divertimento. I giochi potevano far provare emozioni.

Sid Meier, creatore del videogioco Civilization

Spesso i videogiochi sono considerati dannosi e diseducativi, soprattutto per gli adolescenti. Ma è davvero così?

Quando si parla di videogiochi si tende a sottolineare solo i pericoli e i rischi a cui possono essere sottoposti i più giovani che ne fanno un uso eccessivo o che giocano online, connettendosi con persone sconosciute e potenzialmente “pericolose”: al mondo del gaming sono infatti spesso associati temi come il cyberbullismo, la violenza, l’isolamento sociale, la violazione dei dati e una minor concentrazione sull’attività scolastica.

L’immagine che viene data dei videogiochi, quindi, è spesso quella di una realtà da cui bambini e adolescenti devono stare lontani o che deve essere supervisionata con attenzione dai genitori.

Ma, in occasione della Milan Games Week che si tiene dal 24 al 26 novembre, è giusto ricordare che, se usati con moderazione e cautela, i videogiochi possono portare diversi benefici, come il miglioramento di alcune soft skill.

I giochi stimolano la mente

Chi gioca con regolarità ai videogiochi, sia a quelli di azione che a quelli che prevedono di risolvere sfide logiche, può sviluppare o acquisire diverse capacità* come riuscire a risolvere problemi in poco tempo e aumentare la velocità con cui si elaborano le informazioni e si eseguono i compiti.

I benefici dei videogiochi non riguardano solo le abilità cognitive e percettive, ma anche quelle fisiche: i giochi che prevedono di compiere dei movimenti, simulando ad esempio l’azione nel gioco, possono aumentare la coordinazione occhio-mano e migliorare il senso di orientamento.

Diversi studi** condotti su dei chirurghi hanno dimostrato che quelli che giocavano ai videogiochi erano più veloci e abili rispetto ai colleghi non gamer.

gamer con visore VR

Giocare riduce lo stress

I videogiochi possono essere un utile passatempo, in grado di dare ai giovani e agli adulti la possibilità di distrarsi dalla routine quotidiana. Già da anni diversi studi*** (tra cui quello di Amanda Roy e altri del 2016) hanno dimostrato che possono ridurre i livelli di stress fisico e mentale, e questo è diventato ancora più evidente con la pandemia.

Le restrizioni e l’isolamento durante la pandemia, infatti, hanno influito sulle condizioni di salute mentale dei più giovani, esponendoli a una maggiore stato di ansia e depressione: la ricerca di Veeral Desai del 2021**** ha rilevato che l’uso dei “casual games”, cioè i giochi caratterizzati da regole semplici e intuitive (ad esempio Tetris), possono essere utili per rilassarsi e migliorare l’umore. 

Una realtà in cui socializzare

Molti videogiochi danno la possibilità di scegliere se competere contro se stessi o sfidare altri giocatori connettendosi alla rete. In questo modo tramite chat o chiamate è possibile conoscere altri appassionati con cui condividere il divertimento, sfidandosi o collaborando per affrontare le sfide del gioco.

I giocatori quindi, oltre a sviluppare l’attitudine alla cooperazione, possono socializzare e avere l’occasione di conoscere persone che non avrebbero mai avuto potuto incontrare, perché dall’altra parte del mondo o di età differenti.

La facilità con cui è possibile entrare in contatto con gli altri giocatori è spesso la principale paura di molti genitori o di coloro che non conoscono il mondo dei videogiochi, ma in realtà negli ultimi anni la maggior parte dei giochi danno la possibilità di segnalare e bloccare i messaggi e le chat degli utenti che fanno un uso scorretto dei videogiochi e disturbano quello che è il vero fine dei giocatori, cioè divertirsi.

Non sono i videogiochi a essere sbagliati, ma il loro uso eccessivo

Passare troppo tempo ai videogiochi, isolandosi dalla realtà e trovando in questi un rifugio per non affrontare eventuali problemi e sofferenze, può essere dannoso. Ma, come per qualsiasi cosa, a essere pericolosi non sono i videogiochi in sé, ma l’uso eccessivo che ne viene fatto.

I benefici fisici e mentali riscontrati dalle ricerche non devono spingere a trascorrere più ore davanti al computer o alla televisione, ma servono per distruggere il pregiudizio che si ha di solito nei confronti dei videogiochi, anche quando ne viene fatto un uso moderato.

Quando si parla di videogiochi è importante valutarli non nel loro uso estremo, ma per tutto quello che rappresentano per la maggior parte dei giocatori: un passatempo e uno strumento per acquisire nuove nozioni, mettere alla prova la propria creatività e concedersi un momento per rilassarsi e divertirsi.

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