Meteoropatia portami via: è vero che in inverno siamo più tristi?

di Redazione 14 Dicembre 2023 •

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Il clima: un influsso invisibile ma potente sul nostro umore. Le condizioni atmosferiche possono davvero fare da specchio alle condizioni del nostro umore. È la meteoropatia e si può combattere.

POV: suona la sveglia, ti alzi, guardi fuori dalla finestra e di fronte hai la tipica giornata uggiosa di inizio inverno.

Esiste risveglio peggiore? Non per i meteoropatici: coloro per i quali l’andamento della giornata viene letteralmente influenzato dalle condizioni atmosferiche.

L’equazione è molto semplice. Sole = forza, energie positive, entusiasmo e allegria. Nuvole e pioggia = stanchezza, malinconia e tristezza. Un vero e proprio aut aut che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato sulla nostra pelle.

Ma cosa si intende davvero per meteoropatia? È vero che in inverno è normale sentirsi più giù di morale? Quella tra meteo e umore è una connessione profonda o un effetto-placebo al negativo?

Genesi della meteoropatia: quando abbiamo iniziato a chiamarla così?

Partiamo dall’inizio. Nel 1984 è lo psichiatra Norman E. Rosenthal a battezzare quello che noi oggi chiamiamo “meteoropatia”. Il nome scientifico che identifica è “Disturbo Affettivo Stagionale” (Seasonal Affective Disorder, SAD) e lo definisce come un disturbo strettamente correlato alle variazioni ambientali. Da allora, quella tristezza che sentiamo quando il brutto tempo ci fa sembrare tutto negativo ha iniziato a prendere le sembianze di qualcosa di reale e diffuso.

I disturbi di natura fisica e psichica che si manifestano a seconda delle variazioni meteorologiche possono manifestarsi attraverso sintomi molto diversi: alterazioni del tono d’umore, difficoltà a concentrarsi e tendenza all’isolamento sociale. Ci sono anche sintomi proprio fisici: sonnolenza, spossatezza, mal di stomaco o mal di testa e dolore alle articolazioni.

Com’è possibile? La colpa sembra essere degli ormoni. Alla base della meteoropatia, infatti, c’è la produzione eccessiva o errata di ormoni da parte di ipotalamo, ipofisi, tiroide e surrene. In pratica, la produzione di questi ormoni viene influenzata da alcuni fattori come la quantità di luce naturale che riceve il nostro corpo, il quale – una volta decodificati questo tipo di codici – invia messaggi sbagliati alle ghiandole neuroendocrine.

Quindi è proprio la scienza a dirci che c’è effettivamente una correlazione concreta tra il clima e il nostro stato d’animo. Sì, siamo profondamente connessi a ciò che ci circonda. E no, non sei pazzo a sentirti così quando piove. 

uomo triste sotto la pioggia

La meteoropatia? Un’altra faccia della connessione uomo-natura

Stupito? In fin dei conti, la meteoropatia può essere vista come una delle tante sfaccettature della profonda connessione tra noi e l’ambiente in cui viviamo.

Allo stesso modo dell’ansia climatica, la meteoropatia può farci sentire isolati e incompresi ma per essere affrontata al meglio deve essere interpretata per quello che realmente è: un segnale che ci ricorda che tra noi e la natura esiste un fil rouge che non possiamo ignorare.

Se il tuo umore è strettamente dipendente dall’app del meteo, quindi, non ti allarmare, è tutto regolare. Probabilmente sei solo più sensibile di altre persone a ciò che ti sta intorno!

quote

Potrebbe essere peggio.
E come?
Potrebbe piovere…

Frankenstein Junior, 1974

Quando la meteoropatia ti prende e ti porta via: sconfiggerla è sempre possibile

Come combattere la meteoropatia? Sembrerà banale, ma entrare in connessione con sé stessi è il primo passo per comprendersi come individui anche in relazione a ciò che ci circonda.

A volte basta prendersi cura di sé stessi concedendosi una coccola in più per trovare la serenità. Quindi, nelle giornate in cui ti senti giù di tono, esci con gli amici, fai attività fisica, dedicati alle tue passioni e ai tuoi hobby. Insomma, pianifica la tua giornata lasciando spazio a quello che ti piace!

Troppo spesso diamo per scontato che il mondo attorno a noi vada avanti, senza tangerci sotto alcun punto di vista e la presunzione di poter essere “macchine perfette”, autonome e indipendenti, ci distrae dal fatto che l’uomo e la natura non sono due realtà poi così distanti. Comprendere di non essere totalmente slegati dall’ambiente circostante è fondamentale per prendersi cura di quest’ultimo ma anche di noi stessi.

Quindi, la prossima volta che ti senti giù perché il cielo è grigio, non ignorare questi sentimenti. Ascoltali, affrontali con gentilezza e, soprattutto, concediti il permesso di vivere pienamente ogni emozione. Dopo tutto, il tempo cambia, ma il nostro potere di adattarci e trovare la gioia in ogni situazione rimane una costante.

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