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Le sfumature del piacere si possono sperimentare con tutte le parti del corpo. Cervello compreso.

Se una volta ci si addormentava sulle pagine di un buon libro… beh, ora si prende sonno con le cuffie nelle orecchie e il cellulare sul comodino scegliendo da YouTube quale “rumore” sarà la ninna nanna che ci farà provare la tanto agognata sensazione di orgasmo cerebrale.

Si scrive ASMR si legge milioni di views su YouTube. Scricchiolii, soffi, ticchettii delle unghie, fruscii e sussurri… no, non stiamo impazzendo, sono i cosiddetti “triggers”: i veri protagonisti dei video ASMR che hanno il potere di cullare l’udito degli utenti di tutto il mondo.

Ormai da anni esiste una tipologia di youtubers “ specializzati” nella produzione di suoni e rumori rilassanti: sono gli ASMR artists o “ASMRtists”. Paragonabili ai veri maestri dell’ipnosi, sono in grado di far rilassare, addormentare – e persino provare piacere – milioni di utenti grazie alla produzione di suoni amplificati da microfoni capaci di simulare la dimensione spaziale dei rumori.

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Vicino all'orecchio, melodioso, profondo come un accordo d'organo, ma con accento gutturale come d'una cicala, che gli solleticava deliziosamente la spina dorsale, mandandogli su su fino al cervello onde sonore che urtandosi s'infrangevano.

Virginia Wolf

ASMR, parola alla scienza

Coniato nel 2010, l’acronimo ASMR significa letteralmente Autonomous Sensory Meridian Response (in italiano “risposta autonoma del meridiano sensoriale”) e si riferisce a quella sensazione di rilassamento che scaturisce dai leggeri sospiri e suoni che ascoltiamo. Una sensazione che partendo dal cranio si diffonde nel resto del corpo.

Questo tipo di piacere mentale ha conquistato talmente tanti utenti che persino la scienza è scesa in campo, dando la sua autorevole spiegazione al riguardo. Due ricercatori della Swansea University, nel Galles, nel 2014 hanno condotto una prima ricerca tra i membri di una primitiva community di appassionati di ASMR, facendo loro domande su questa strana sensazione di piacere. Emerse che la maggior parte degli intervistati definiva queste sensazioni come “un formicolio che parte dalla nuca, allargandosi lungo la spina dorsale”. Nello stesso anno, fu il ricercatore G. Poerio a chiedersi se potesse essere possibile curare l’insonnia con dei semplici video su YouTube, arrivando ad affermare che il fenomeno dell’ASMR è personale e ognuno lo interpreta in modo differente. È probabile che in molti lo sperimentino ancor prima di sapere di che cosa si tratti. Uno studio più recente è riuscito a dimostrare che il cervello umano mostra un effettivo aumento dell’attività neurale nelle regioni della corteccia correlate ad attenzione, movimento ed emozione durante la visione di video ASMR.

In altre parole, l’ASMR non è altro che un fenomeno che si traduce in uno stato emotivo positivo e rilassato e si basa sul rilascio di neurotrasmettitori come la serotonina, l’ormone della felicità. 

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Dalle origini dell’ASMR-mania al marketing dei suoni

Ma facciamo un passo indietro. Torniamo agli anni ’80, quando, in America, Bob Ross diventò famoso dipingendo in diretta TV. Di Bob si può dire che fosse il precursore dell’ASMR: in televisione dipingeva bellissimi paesaggi, accompagnando con la sua voce suadente i telespettatori. Il timbro morbido, insieme al fruscio dei pennelli sulla tela, erano in grado di produrre ciò che gli ASMRtists di tutto il mondo cercano di scatenare con i loro contenuti: un vero e proprio orgasmo mentale. Tuttora Bob Ross pare essere conosciutissimo: il suo nome è tra i termini di ricerca associati a quelli relativi all’ASMR.

Ad oggi, si può dire che si sia scatenata una vera e propria ASMR-mania. Già nel 2016 il numero di video ASMR ammontava a 5,2 milioni e le ricerche su Google di video dai suoni rilassanti hanno superato di gran lunga quelle relative alle comunissime parole “caramella” e “cioccolato”.

E se fosse un modo per allontanarci dalla realtà?

Come tutti i fenomeni virali, anche l’ASMR porta con sé controversie e lati oscuri. Sapevi che esistono video ASMR che “simulano” massaggi alla testa o alla schiena, riproducendo con i soli suoni 3D, le sensazioni provocate dal contatto fisico? E così, ci si può illudere di ricevere carezze, mentre si ascoltano suoni attraverso le cuffiette.

Ora, viene naturale chiedersi: è forse il caso di interpretare la diffusione di questo trend come un inquietante campanello d’allarme, rappresentativo di una società che si accontenta di una simulazione dei rapporti umani, rinunciando a ricercarne di autentici? O si tratta di un modo come un altro per ricercare un relax sempre più difficile da ottenere nella frenetica quotidianità della vita moderna? 

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