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Dai capelli grigi sui red carpet alle foto senza make-up sui social. Sono sempre di più le donne che si mostrano al naturale, scegliendo di andare contro corrente rispetto ai canoni estetici imposti dalla società. Un nuovo capitolo della narrazione social volta ad un empowerment tutto al femminile.

Viviamo nella società dell’immagine in cui, cioè, apparire è meglio che essere. Viviamo in un mondo in cui lo smartphone è il nuovo specchio sempre a portata di mano. Una società in cui ci ritroviamo a rincorrere stereotipi di bellezza irraggiungibili e a invidiare chiunque ci stia intorno. Eppure, in un momento storico così centrato sull’aspetto esteriore e sulla ricerca della perfezione, sono sempre di più i vip e i personaggi pubblici che gridano alla body positivity.

Un’inversione di rotta che sa di solidarietà femminile, di ritorno all’autenticità e di celebrazione della propria unicità. In altre parole, una nuova narrazione che strizza l’occhio all’empowerment. 

La vera differenza non è la mia pelle. Sta nel fatto che non trovo la mia bellezza nell’opinione degli altri. Sono bella perché so di esserlo. Celebrate oggi e ogni giorno la vostra unica bellezza.

Winnie Harlow, modella

I social: un concorso di bellezza in cui i like sono il vero trofeo

Essere iscritti a un social network significa venire bombardati quotidianamente da contenuti di ogni genere. Sui social ognuno mostra quel che vuole, si sa. Eppure, il continuo confronto con le vite degli altri è inevitabile. Sul fronte femminile, poi, la lotta allo scatto perfetto è ancora più agguerrita. Attrici, modelle, influencer - ma anche comune mortali come la tua vicina di casa - fanno a gara di selfie e photoshoot. Il trofeo sono i like. Corpi e visi perfetti, talmente perfetti da non sembrare reali (spoiler: il più delle volte non lo sono). Make-up e fotoritocco sono i nuovi “elisir di lunga vita” che fanno sembrare le quarantenni dieci anni più giovani e le adolescenti dieci anni più vecchie. Insomma, sui social nessuno vuole dimostrare di avere l’età che ha, o la pelle che ha, o il fisico che ha.

Tutto ciò, neanche a dirlo, ha un enorme impatto sulla psiche degli utenti. Specialmente su quella delle donne. I social hanno contribuito a creare l’identikit di chi dovremmo essere e, soprattutto, di come dovrebbe essere il nostro corpo. Le conseguenze? Malessere, depressione e dismorfismo in chiunque non si riconosca in questi – utopici – canoni estetici.

Negli ultimi anni, però, c’è chi ha saputo infrangere le aspettative non realistiche imposte dai social network, mostrandosi senza trucco e senza inganno come a dire: “Ehi, è normale non essere perfetti. Nessuno lo è. Nemmeno chi lo sembra”.  

In un mondo di Kardashian, sii te stessa

Jada Pinkett Smith e l’alopecia, Winnie Harlow e la vitiligine. Ma anche Jennifer Lopez e Gwyneth Paltrow che si fotografano senza make-up, con il viso pulito e sorridente. O, ancora, l’attrice italiana Matilda de Angelis che su Instagram mostra con orgoglio le cicatrici della sua acne. Sono sempre di più le donne dello show biz che decidono di dare l’esempio, mostrandosi fiere di quello che sono e trasformando i propri difetti in punti di forza

mostrarsi al naturale

Se è vero che i social riflettono tendenze e aspetti della società, i gesti di queste donne sono segnale di cambiamento perché quello che può sembrare una semplice fotografia è in realtà un simbolo di coraggiosa resistenza.

Chissà, magari quella foto #nofilter postata sui social da una celeb può convincere anche una sola ragazzina a piacersi senza eyeliner o ad apprezzare la propria pelle, a prescindere dal colore o dalle imperfezioni.

Non solo social: la bellezza dell’imperfezione nella moda

Al giorno d’oggi, inutile tentare di negarlo, i social sono uno dei mezzi di comunicazione più forti in grado di connetterci agli altri, non importa quanto lontani siano. Un luogo in cui i cambiamenti della società in cui viviamo vengono riflessi in maniera amplificata.

Questo tipo di cambiamento, però, non investe soltanto il mondo virtuale: la pubblicità, ad esempio, e la moda rappresentano due mondi fortemente interconnessi che sembrano voler restare al passo con i tempi. Lo scardinamento dei canoni tradizionali di bellezza sta passando anche da queste parti. Ed ecco che vediamo sfilare modelle con la sindrome di down e curvy, che non ricalcano la silhouette minuta di Kate Moss. C’è chi, con una buona dose di cinismo e malafede, sostiene si tratti di strategie di marketing. Ma dopotutto che importa?

Forse, in fin dei conti, ciò che conta è che i media imparino a offrire modelli reali in cui riconoscersi, in grado di insegnare alle nuove generazioni che non esiste un’immagine prestabilita in cui rispecchiarsi e che ognuno ha il diritto di scegliere come vuole apparire.

Perché di scelta si tratta, quando si parla di empowerment.

empowerment

sostantivo

La conquista della consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte, decisioni e azioni, sia nell'ambito delle relazioni personali sia in quello della vita politica e sociale.

No?

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